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TUMORI MAMMARI DEL CANE E DEL GATTO: CONOSCIAMOLI ASSIEME!

I tumori mammari nei nostri animali sono neoplasie, purtroppo, tra le più comuni: sono infatti le più frequenti dopo quelle cutanee; colpiscono prevalentemente gli animali femmine, intere o tardivamente sterilizzate, possono essere di natura benigna o maligna e colpire solo una fila mammaria od entrambe.


In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulle cause, sulla gestione e sulla sua prevenzione della patologia


E’ necessario fare una doverosa premessa: siccome vi sono delle differenze sostanziali tra cane e gatto nella presentazione e gestione delle neoplasie mammarie, ogni volta che sarà necessario, verranno trattate in maniera distinta così da argomentare in maniera più esaustiva possibile


EZIOLOGIA E ANATOMIA

La causa primaria e principale di tumore è la persistenza degli ormoni ovarici responsabili del ciclo estrale e che “spingono” alla formazione del tumore (che risulta essere ormono-dipendente)


Vi solo inoltre altri fattori predisponenti da tenere in considerazione:

- Fattori genetici

- Gravidanza Isterica

- Sovrappeso e dieta ricca di lipidi

- Utilizzo di progestinici per la prevenzione del calore


Come già accennato tali tumori colpiscono maggiormente:

- animali femmine di età compresa tra gli 8 e i 10 anni.

- animali sterilizzati tardivamente (oltre i due anni di età) o interi

- animali che hanno avuto calori più frequenti e brevi rispetto la norma


Cane: i tumori mammari sono molto frequenti (secondo solo ai tumori cutanei);

la forma maligna si manifesta nel 50% dei casi. Nel maschio l’incidenza è dell’1% di solito benigni.


Si è evidenziata una predisposizione genetica in alcune razze:

  • Pastore Tedesco

  • Cocker Spaniel

  • Setter Inglese

  • Yorkshire Terrier

  • Bassotto

  • Barboncino


L’animale presenta 5 paia di mammelle, numerate dalla 1 alla 5 in senso cranio-caudale (dalla testa alla coda): 2 paia toraciche, 2 paia addominali, 1 paio inguinale


E’ fondamentale capire come queste ghiandole siano connesse sia da un punto di vista vascolare che di drenaggio del sistema linfatico: i linfonodi sternali drenano le prime due mammelle, mentre i linfonodi inguinali le mammelle addominali e inguinali; allo stato attuale non sono stati verificati possibili passaggi tra linee mammarie differenti


Gatto: i tumori mammari sono meno frequente rispetto al cane, ma sono molto più aggressivi; in circa l’85% dei casi sono maligno e rappresentano il terzo tipo di tumore più frequenti dopo quelli del sistema ematopoietico e cutaneo; sono più colpite le femmine rispetto ai maschi; per le forme non trattate l’aspettativa di vita non supera l’anno.

Si è evidenziata una maggior incidenza in razze siamesi (anche in età giovanile)


Il gatto presenta 4 paia di mammelle, strettamente connesse tra di loro a livello vascolare e linfatico: questo consente un passaggio del tumore sia tra le mammelle della stessa linea che tra mammelle di linee differenti


PRESENTAZIONE CLINICA E DIAGNOSI

I tumori possono avere natura benigna o maligna;

il sintomo principale è l’ingrossamento delle mammelle con la comparsa di noduli singoli o multipli, in una sola mammella o in mammelle differenti.


I tumori benigni hanno un comportamento meno aggressivo, con crescita lenta, spesso non dolenti e difficilmente vanno incontro ad ulcerazione.


I tumori maligni, al contrario, hanno comportamento più aggressivo e tendono a crescere molto velocemente, infiltrandosi nei tessuti circostanti e dando origine a metastasi in organi quali linfonodi, polmoni, reni e altri distretti; spesso sono ulcerati e provocano fastidio e /o dolore all’animale


Sia nel cane che nel gatto la diagnosi è il più delle volte tardiva, quando ormai il tumore risulta esteso e, purtroppo, metastatizzato; per i soggetti a pelo lungo la visione e la diagnosi è ancora più difficoltosa.


E’ fondamentale quindi, a livello preventivo, portare regolarmente il vostro animale in vista così da individuare il più precocemente possibile tutte le possibili lesioni.



STADIAZIONE

Una volta individuata la neoplasia sarà il vostro veterinario curante a valutare o meno la necessità di eseguire un esame citologico, utile per discriminare lesioni mammarie da altre neoplasie, tale esame però non ci darà informazioni circa la natura benigna o maligna del tumore: soltanto un esame istologico saprà darci indicazioni precise.


Fondamentali, per una corretta stadiazione, risultano l’esecuzione di:

- Esami radiologici polmonari in tre proiezioni per escludere metastasi polmonari franche

- Esami ematobiochimi per comprendere lo stato generale del paziente

- Ecografia addominale per valutazione degli organi addominali

E’ possibile, per avere una maggior accuratezza, eseguire anche esame TAC


TERAPIA

Il trattamento di elezione, in casi di neoplasia mammaria confermata, è la mastectomia, ovvero la rimozione del tessuto mammario tramite intervento chirurgico.

Lo scopo principale è quello di rimuovere la maggior parte di tessuto mammario malato e i linfonodi tributari.

Si valuterà, assieme al chirurgo, la necessità di procedere o meno con una concomitante sterilizzazione


Cane: sarà cura del medico veterinario decidere quale tipo di intervento eseguire; questo infatti cambia in base alla dimensione della neoplasia, alla presenza di una o più lesioni e il distretto nelle quali si manifestano; la rimozione chirurgica potrà quindi coinvolgere una singola mammella, una zona o l’intera linea mammaria; in alcuni casi sarà necessario rimuoverle entrambe (in interventi differenti, a distanza di circa 1 mese l’uno dall’altro)


Gatto: vista la natura estremamente aggressiva delle neoplasie mammarie nel gatto, l’intervento d’elezione sarà la mastectomia totale di entrambe le linee mammarie (anche in questo caso eseguito in due interventi a distanza di un mese circa l’uno dall’altro).


Una volta asportata la neoformazione è di VITALE IMPORTANZA eseguire un esame istologico per dare un “nome” al tumore ed avere in mano tutte le informazioni necessarie per poter decidere, qualora ce ne fosse l’indicazione, un eventuale prosieguo terapeutico con terapie mediche e/o chemioterapiche .


Dopo l’intervento di asportazione della neoplasia è , infine, necessario che sia il cane che il gatto vengano sottoposti a visite periodiche così da monitorare lo sviluppo di eventuali recidive.



PREVENZIONE

Come anticipato precedentemente, questi tipi di tumori mammari sono ormone-dipendenti e dipendono quindi dall’esposizione agli ormoni ovarici responsabili del normale sviluppo mammario.


La durata dell’esposizione a questi ormoni prodotti dalle ovaie è direttamente proporzionale alla possibilità di formazione del tumore mammario.


La sterilizzazione, il più precoce possibile, rimane quindi la miglior prevenzione possibile: è stato dimostrato infatti che il rischio di sviluppare neoplasie mammarie per una cagna sterilizzata prima della pubertà si aggira attorno allo 0,05%; quando questa avviene tra il primo e il secondo calore si parla di un 8%; mentre se l’ovariectomia viene eseguita dopo il secondo calore si passa al 26%.

Dopo i due anni di età l’effetto protettivo nei confronti delle neoplasie mammarie della sterilizzazione perde ogni efficacia e l’incidenza, tra le cagne sterilizzate e non, risulta simile.


La Clinica Veterinaria Cavaria consiglia di eseguire l’intervento di sterilizzazione tra il primo e il secondo calore (un’età variabile tra i 6 mesi e l’anno, in base alla taglia dell’animale), così da ottenere un giusto equilibrio tra la miglior prevenzione possibile sullo sviluppo del tumore in età avanzata e una corretta crescita etologico/comportamentale dell’animale.




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