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ADENOVIRUS CANINO


CHI E' ?

Si tratta di un virus a DNA di cui si riconoscono 2 sierotipi:

  • CAV 1: responsabile dell’epatite infettiva canina e

  • CAV 2: responsabile della laringo tracheite canina.

La forte correlazione genetica e antigenica tra i due sierotipi del virus fa si che la vaccinazione routinariamente eseguita per CAV2 sia protettiva anche nei confronti del ben più temibile CAV1.


Tra gli animali maggiormente suscettibili non si trova solo il cane ma anche volpi, lupi ed altri carnivori.


Grazie alle vaccinazioni a tappeto nella popolazione canina l’incidenza di tali patologie si è fortemente ridotta benché rimangano casi sporadici soprattutto in cuccioli con assente o incompleta protezione vaccinale.


Vediamo brevemente insieme le peculiarità di entrambi i sierotipi di Adenovirus canino:


CAV1:

L’infezione si trasmette per via oro nasale mediante esposizione a secrezione o escrezioni contenenti il virus o ambienti da esse contaminate.


Il periodo di incubazione è di 4-9 giorni con il virus presente a livello di saliva, secreto nasale, feci e urine dove è in grado di permanere per 6-9 mesi in cani clinicamente guariti.

CAV1 causa infezione sistemica grazie al tropismo per cellule endoteliali, epiteliali e epatociti.

Una volta entrato il virus replica a livello di tonsille e linfonodi e raggiunge il circolo sanguigno in 3-4 giorni.

I sintomi sono legati in parte all’effetto diretto del virus su fegato, occhi, reni che compaiono 4-9 giorni post esposizione e in parte alla formazione di immunocomplessi.

I soggetti inizialmente presentano febbre, depressione, letargia, a cui seguono dolore addominale, pallore delle mucose, faringe, laringite, tracheite, polmonite, tosse, vomito, diarrea, petecchie, ecchimosi, emorragie secondarie ad un grosso danno epatico (la necrosi epatica può essere fatale), edema corneale e uveiti (occhio blu)

Anche il sistema nervoso centrale può essere coinvolto direttamente o indirettamente (encefalopatia epatica).

Cani con forma più grave possono morire poche ore dopo la presentazione dei primi segni clinici, nelle forme meno gravi si ha solitamente miglioramento clinico 5-7 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. Uveite anteriore e glomerulonefrite per deposizione di immunocomplessi e conseguente danno renale possono comparire anche un mese dopo la “guarigione”.


La diagnosi viene supportata dall’evidenza di patologia epatica acuta in un soggetto con protocollo vaccinale non corretto. Non ci sono alterazioni degli esami di laboratorio patognomoniche per CAV1, si assiste per lo più ad un importante innalzamento degli enzimi epatici talvolta associato a prolungamento dei tempi di coagulazione.

La ricerca diretta del virus mediante PCR su secrezione o escrezioni o su tamponi oculari, nasali e faringei o altri tessuti è di solito diagnostica.

La terapia è mirata al supporto degli organi colpiti e al trattamento/prevenzione delle complicanze.


CAV 2:

Assieme al virus della parainfluenza rientra nei virus che causano la cosiddetta “tosse dei canili” presente principalmente nelle aree ad alto affollamento (canili, pensioni …).

Il principale target del virus sono le cellule epiteliali del tratto respiratorio e in misura molto minore le cellule intestinali e ciò lo differenzia fortemente rispetto a CAV1.


La vaccinazione resta come sempre il migliore strumento di prevenzione, si consiglia di eseguire il primo vaccino a 6-8 settimane di età, con richiami ogni 2-4 settimane, fino a 16 settimane di età dell’animale e ulteriore richiamo all’anno di età. In seguito sono previsti richiami triennali.

E anche per l’Adenovirus canino un corretto protocollo vaccinale resta il modo migliore per proteggere il tuo cane. Rivolgiti al tuo Veterinario di fiducia per valutare se il tuo cane è correttamente protetto!





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