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PARVOVIROSI CANINA:

Il parvovirus canino è causa di una enterite virale molto comune e ubiquitaria ad alta morbilità e mortalità in cani giovani in tutto il mondo.

È un virus in grado di infettare e replicare velocemente a livello di intestino, midollo osseo, tessuto linfoide e miocardio causando gravi danni.


I ceppi CPV-2 possono infettare svariati mammiferi oltre ai cani domestici (procione, gatto, coyote, lupi), sono ubiquitari nell'ambiente e possono rimanere vitali per più di 1 anno in condizioni favorevoli.



COME SI TRASMETTE E COME SI SVILUPPA NELL'ORGANISMO?

La trasmissione del virus avviene per via oronasale per contatto diretto tra cane sano e malato o per contatto con fluidi biologici di animali infetti (vomito, feci, saliva, urine).


Una volta entrato nell’ospite il virus replica nei linfonodi rinofaringei, mesenterici e nel timo e gli animali divengono viremici entro 1-5 giorni dall'esposizione.

Il virus prende di mira le cellule in rapida replicazione presenti a livello di intestino, midollo osseo, cavità orale e miocardio oltre a polmone, milza, fegato e reni.


Dopo l'esposizione e il periodo di incubazione che può variare da 4 a 14 giorni, la diffusione del virus di solito precede l'insorgenza dei segni clinici di cui parleremo a breve.


La distruzione dei villi intestinali è talmente grave da portare ad un malassorbimento dei nutrienti e traslocazione batterica (i batteri presenti nell’intestino passano la barriera intestinale e si diffondo per via ematica nell’organismo).


L’infezione virale nel timo e del midollo osseo causa una un brusco calo dei globuli bianchi e con esso delle difese immunitarie.


Tutto questo associato alla batteriemia derivante espone i cani ad un alto rischio di shock settico, insufficienza multiorgano e morte.

Entro 3 giorni dall'infezione da CPV-2, gli animali possono diffondere il virus nelle loro feci, con picchi di diffusione che si verificano da 4 a 7 giorni dopo l'infezione.

Il metodo più comune per lo screening iniziale e il rilevamento del parvovirus canino è l'uso di ELISA immunocromatografico a cui si possono associare metodi molecolari quali la PCR per la ricerca del DNA virale.


Gli animali ELISA-positivi con segni clinici di infezione vista l'elevata specificità del test dovrebbero essere considerati veri.


CHI COLPISCE?

I soggetti maggiormente esposti sono:

  • cuccioli di poche settimane con madri non vaccinate,

  • cuccioli provenienti da realtà scarsamente controllate e sovraffollate.

Le condizioni che rendono più grave la malattia sono:

  • carica virale elevata,

  • presenza di parassiti gastrointestinali,

  • fattori genetici,

  • appartenenza a particolari razze (rottweiler, dobermann e pitbull).


TERAPIA?

La terapia si basa principalmente su:

  • terapia fluida per mantenere una buona perfusione e un buon stato di idratazione,

  • gestione sintomatica del vomito,

  • antimicrobici in caso di traslocazione batterica,

  • nutrizione e gestione dell’ipoglicemia,

  • analgesia ,

  • valutazione caso per caso di terapia antivirale.

Durante l’ospedalizzazione i fattori che possono peggiorare il decorso della malattia portando spesso alla morte sono ipoglicemia prolunga, ipoalbuminemia con edema, intussuscezione intestinale.

Tali pazienti necessitano di un ricovero in assoluto isolamento.


CE LA FARA' IL MIO CUCCIOLO?

La prognosi dipende dalla gravità dei segni clinici al momento della diagnosi e dalla contemporanea presenza di altri comorbidità.


Senza terapia, la prognosi è pressoché infausta, con la morte che si verifica in più del 90% dei pazienti.


COME PREVENIRE?

Il metodo più efficace per prevenire l'infezione da CPV e la malattia è l’applicazione di una corretta strategia vaccinale.


I cani di qualsiasi età e razza possono essere infettati ma i cuccioli di età compresa tra 6 e 16 settimane sembrano essere il più suscettibili.


Il primo step di protezione dei cuccioli è l’assunzione di colostro (primo latte) ricco di anticorpi, questo si ottiene solo se la madre è correttamente vaccinata e quindi in grado di passare passivamente la sua immunità durante le prime poppate.


Come i livelli anticorpali derivati dall’immunità materna iniziano a diminuire (tra le 8 e le 12 settimane di età) il rischio di contrarre il virus aumenta.


E’ proprio in questo momento che è fondamentale andare a stimolare l'immunità del cucciolo mediante la somministrazione di una serie di vaccinazioni affinché produca lui stesso anticorpi protettivi.


La tempistica di vaccinazione è estremamente importante: le attuali Linee Guida raccomandano la vaccinazione a partire da 6-8 settimane di età, vaccino che va ripetuto ogni 3-4 settimane fino a 16 settimane di età.

Una vaccinazione di richiamo è raccomandata a 1 anno di età, poi ogni 3 anni.


Quindi non sottovalutate l’importanza di un corretto protocollo vaccinale. Purtroppo il parvovirus canino è ancora presente e ampiamente diffuso e solo una corretta vaccinazione può proteggere il tuo cane.


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