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“Si è girato lo stomaco al mio cane”: la sindrome da dilatazione-torsione gastrica


La sindrome da Dilatazione-torsione Gastrica è una gravissima patologia che colpisce frequentemente i cani di media-grossa taglia e che, se non riconosciuta e trattata con tempestività, può portare entro poche ore a morte l’animale.

Trattata adeguatamente il tasso di sopravvivenza si aggira attorno all’85-90%.



Di cosa stiamo parlando?


Come suggerisce il nome stesso è un problema riguardante lo stomaco che, aumentando di volume a causa di aria e liquidi al suo interno può ruotare sul suo asse maggiore; se questa rotazione supera i 180° lo svuotamento gastrico diviene impossibile e si insatura cosi una dilatazione gassosa progressiva: l’aria intrappolata nel suo interno aumenta così anche la pressione “gonfiandolo”.


Questa enorme distensione gastrica porterà ad un’occlusione dei vasi sanguigni con conseguente ridotto afflusso ematico alla parete dello stomaco fino a necrosi e rottura della stessa.

In ultimo, essendo la milza adesa allo stomaco, questa ruoterà con esso andando incontro a congestione e, nei casi più gravi, a strozzatura che comporterà aggravamento del quadro clinico



Chi colpisce?


Vengono colpiti maggiormente i cani grandi o giganti di razza pura e i cani con un aumento del rapporto tra profondità e larghezza del torace (cani ad “addome profondo”).

Le razze maggiormente interessate sono Alani, Setter Gordon, Setter irlandese, Weimaraner, San Bernardo, Barboni standard e Basset Hound



Quali sono le cause scatenanti?


Non è ancora chiaro se lo stomaco prima si gonfi o poi si torca o viceversa: vi sono studi pubblicati a difesa di entrambe le posizioni.

Sebbene l’eziopatogenesi non sia ancora chiara, esistono sicuramente dei fattori predisponenti che possono incidere sensibilmente sullo sviluppo della patologia.


Oltre alle razze già citate e alla dimensione dell’animale è utile ricordare:

  • Età avanzata: questa può portare a una maggior lassità legamentosa dei legamenti che normalmente tengono in sede lo stomaco

  • Dilatazioni e torsioni in un parente di primo grado, come i genitori o i fratelli/sorelle

  • Alimentazione con un solo pasto al giorno

  • Animali voraci e che mangiano troppo velocemente

  • Comportamento impaurito e/o aggressivo

  • Riduzione della dimensione del cibo e diete con alimenti grossolani o poco digeribili

  • Esercizio o stress dopo un pasto



Come si riconosce?


I segni clinici della distensione comprendono:

  • Distensione addominale importante e progressiva con timpanismo

  • Conati di vomito improduttivo (dallo stomaco “chiuso” non è possibile che vengano eliminati cibo, aria o liquido)

  • Irrequietezza

  • Movimenti rigidi con testa abbassata

  • Salivazione eccessiva

  • Dolore addominale

Nelle situazioni più gravi l’animale presenta i segni dello shock, quali:

  • Mucose pallide

  • Bradicardia

  • Estremità delle zampe fredde

  • Depressione/letargia

  • Ipotermia

Vista la gravità della patologia, al minimo dubbio, è di fondamentale importanza recarsi quanto prima dal proprio veterinario di riferimento o presso una struttura 24 ore qualora capitasse in orario di chiusura: non aspettate!



Diagnosi


La maggior parte delle volte la diagnosi è clinica/anamnestica

Qualora si ritenesse necessario il veterinario potrà effettuare una radiografia per confermare il sospetto diagnostico sviluppato durante la visita clinica; sarà così possibile evidenziare un segno radiografico univoco e presente solo durante una torsione di stomaco: un “C introflessa” o “Segno di Popeye”




Trattamento


Il primo approccio alla torsione è di tipo medico ed è volto alla stabilizzazione del paziente e al contrasto della fase di shock in cui si trova: si somministrano fluidi per via endovenosa con lo scopo di ripristinare la volemia del sangue circolante e, se ritenuto necessario, si può procedere con la somministrazione di ossigeno supplementare flow-by e con un controllo elettrocardiografico.


Si procede poi alla decompressione dello stomaco attraverso due tecniche:

  • L’inserimento di una sonda orogastrica di ampio diametro, previa sedazione, in animali stabili in cui quest’ultima è consentita

  • L’inserimento, nella regione a maggior timpanismo, di un ago di grande dimensione per via percutanea

Una volta decompresso e stabilizzato il paziente si procede chirurgicamente a riposizionare lo stomaco nella sua sede anatomica effettuando poi una gastropessi, ovvero un’adesione permanente dello stomaco alla parete addominale destra.



Prevenzione:


Esistono delle attenzioni che il proprietario può avere per prevenire il più possibile questo grave problema prevenendone il più possibile l’insorgenza.

  • Alimentare l’animale con almeno due pasti nel corso della giornata e, in alcune situazioni, anche tre: questo permette allo stomaco di dilatarsi con più regolarità e con distensione moderata.

Pasti più frequenti evitano anche un aumento eccessivo del peso dello stomaco e, conseguentemente, minor rischio di rotazione

  • Limitare l’assunzione di cibo: in caso di animale vorace frazionare ulteriormente i pasti o dotarsi di ciotole apposite che aiutino a contrastare il problema

  • Evitare stress durante l’assunzione di alimento da parte dell’animale limitando così la contemporanea assunzione d’aria

  • Limitare al massimo l’attività post prandiale (dopo aver mangiato): evitate di fargli fare scale, corse e rotazioni su se stessi; è altamente consigliato lasciare tranquillo il proprio animale subito dopo i pasti per almeno un paio d’ore

  • Evitare cibi contenenti troppi grassi e mal conservati o conservati per periodi troppo lunghi

  • Gastropessi preventiva



Gastropessi preventiva: cosa è ed è davvero utile?


E’ un intervento chirurgico eseguito in via precauzionale a maturità fisica dell’animale che prevede la fissazione definitiva dello stomaco alla parete addominale destra in posizione il più fisiologico possibile.


La sua efficacia è indubbia: uno studio ha dimostrato in maniera inequivocabile la sua efficacia; infatti nei cani predisposti è stato stimato un rischio di sviluppo della torsione fino al 37%; si è visto però che i cani sottoposti a fissazione preventivo-profilattica hanno avuto un tasso di mortalità 29 volte più basso rispetto ai cani in cui questa non era stata eseguita.


Per questo motivo la Clinica Veterinaria Cavaria consiglia sempre ai suoi pazienti a rischio questo intervento, che, ricordiamo, può essere eseguito assieme all’eventuale intervento di sterilizzazione/castrazione o in un momento separato.


PER QUALSIASI DUBBIO NON ESITATE A CONTATTARE IL VOSTRO MEDICO VETERINARIO DI FIDUCIA CHE SIAMO SICURI SAPRA’ CONSIGLIARVI AL MEGLIO SU COME PROCEDERE PER PREVENIRE IL PIU’ EFFICACEMENTE POSSIBILE QUESTO PROBLEMA!


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