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LE ZECCHE E LE INSIDIE CHE NASCONDONO




DOVE E QUANDO?


Con la bella stagione (ma purtroppo non solo), ci troviamo a fare i conti con la presenza di parassiti fastidiosi che possono condizionare il benessere dei nostri amici a quattro zampe.

Le zecche del cane e del gatto appartengono alla famiglia Ixodidae, dette anche zecche dure.

Questa tipologia di zecca è pressoché endemica in Europa (ovvero è presente in tutto il territorio Europeo), e, per la maggior parte, le specie sono in grado di svolgere azione parassitaria oltre che sul cane e sul gatto, su altri ospiti, uomo compreso.


IL CICLO VITALE DELLA ZECCA


Forse non tutti sanno che le zecche presenti nel nostro territorio sono zecche a tre ospiti: questo significa che ogni stadio di sviluppo di questo parassita (larva, ninfa e adulto) effettua un pasto di sangue su un ospite diverso. Per fare questo la zecca si mostra particolarmente abile nel cercare attivamente la fonte di cibo e arrampicarsi, ad esempio, su foglie, erba, arbusti, in attesa della “vittima” adatta.


COME SI NUTRONO LE ZECCHE?

Le zecche sono parassiti ematofagi (si nutrono di sangue) che trascorrono solo una parte della loro vita su di un ospite. Ogni stadio si alimenta sull’ospite per un periodo di tempo variabile da una a due settimane.

La quantità di sangue di cui si possono nutrire è davvero incredibile: le zecche femmine appartenenti alla famiglia Ixodidae durante il pasto di sangue aumentano il loro peso di circa 120 volte (riuscite a immaginarlo?) per poi staccarsi e iniziare la fase di deposizione delle uova.

Molti di voi avranno purtroppo avuto l’occasione di vedere a occhio nudo la femmina di zecca completamente matura: un animaletto a forma di fagiolo della lunghezza di un centimetro circa.


HO TROVATO UNA ZECCA, COSA DEVO FARE?

Le zecche possono essere rinvenute su tutte le aree del corpo degli animali, ma mostrano una preferenza per alcune zone del corpo quali muso, orecchie, regioni ascellari, interdigitali e perineali, tipicamente caratterizzate da una minore presenza di peli e dal minore spessore cutaneo.

La “diagnosi” si effettua proprio così: rinvenendo il parassita sulla cute. È possibile osservare segni di dermatite o reazioni cutanee (noduli o microascessi) causate dalla puntura delle zecche.

Se il fastidio per la presenza del parassita può essere lieve e relativo, ci sono però altre informazioni fondamentali da sapere: le zecche hanno un importante ruolo come vettori di patogeni (virus, batteri, protozoi e nematodi), spesso a valenza zoonosica (le zoonosi sono quelle patologie che possono interessare anche l’uomo), e questo dato riveste indubbiamente maggiore importanza rispetto alla loro azione ematofaga e al fastidio locale che possono provocare.

La lesione causata dalla puntura della zecca può infettarsi, soprattutto nel caso in cui la zecca venga rimossa meccanicamente e la parte buccale della stessa rimanga infissa nella cute.

La rimozione meccanica delle zecche dalla cute può essere effettuata mediante l’uso di pinzette appositamente concepite (ne esiste una grande varietà in commercio), senza mai ricorrere all’ausilio di oli, alcool o altri prodotti.

A questo proposito ricordiamo che sarebbe meglio estrarre la zecca con un movimento “di svitamento” senza usare sostanze che possano portare la zecca a rigurgitare prima di staccarsi, aumentando il rischio di trasmissione di patogeni.

COME AVVIENE LA TRASMISSIONE DI PATOLOGIE?


La trasmissione dei patogeni avviene generalmente con la saliva inoculata dalle zecche durante il pasto di sangue, anche se in alcuni rari casi avviene per ingestione accidentale della zecca da parte dell’ospite.

Inoltre l’azione ematofaga delle zecche, in casi di infestazioni massive o con particolari condizioni concomitanti, può essere causa di anemia.


I segni clinici delle malattie trasmesse da zecca possono insorgere sia quando le zecche sono ancora presenti sull’animale, sia successivamente (settimane e mesi dopo).

Le zecche trasmettono numerose patologie definite con il termine anglosassone di tick-borne diseases (TBDs).


È importante sapere che le zecche NON infette che si alimentino su un ospite NON infetto in prossimità di zecche infette, possono infettarsi per co-feeding (ovvero condividendo il pasto). Tale meccanismo rappresenta una ulteriore via di diffusione dei patogeni all’interno delle popolazioni di artropodi (phylum cui appartengono questi parassiti).


LE ZECCHE SONO UN PROBLEMA SOLO ESTIVO?


La distribuzione geografica e la presenza di zecche dipendono da fattori ambientali (come clima e temperatura) e dalla densità di ospiti adeguati.


L’infestazione da zecche segue delle dinamiche stagionali, ma è buona norma pensare di proteggere i nostri animali tutto l’anno, in quanto si tratta di parassiti incredibilmente resistenti nell’ambiente, anche in condizioni non propriamente favorevoli. A causa dei cambiamenti climatici, l’attuale attività stagionale di alcune specie si è già modificata e potrebbe continuare a modificarsi.


Se la presenza della zecca non viene diagnosticata rapidamente, la possibilità di trasmissione di patogeni aumenta e la diagnosi non è sempre agevole a causa della poca specificità dei sintomi. Per questo è importantissimo ricordarsi di segnalare al medico veterinario curante la presenza di zecche, anche risalenti a qualche tempo prima rispetto all’insorgenza di eventuali sintomi.


COME PROTEGGIAMO I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE?


In caso di infestazione, tutte le zecche visibili dovrebbero essere rimosse in modo appropriato e il più rapidamente possibile per ridurre il rischio di trasmissione di TBD (malattie trasmesse da zecche).

Le zecche rimosse meccanicamente devono essere eliminate in modo tale da non poter infestare un altro ospite. Poiché non tutte le zecche presenti sull’animale possono essere individuate con facilità, specialmente se l’infestazione è sostenuta anche da forme immature, l’uso di antiparassitari (ormai consigliabili tutto l’anno) dovrebbe essere sempre preso in considerazione anche nei casi in cui si è provveduto alla rimozione meccanica delle zecche visibili.

La prevenzione deve essere inoltre effettuata in modo regolare, attenendosi alle modalità di applicazione o somministrazione di prodotti antiparassitari indicate sul foglietto illustrativo o prescritte dal medico veterinario.


COME POSSIAMO RIDURRE AL MINIMO I RISCHI DI INFEZIONE?


Partendo dal presupposto che prevenire è meglio che curare ecco alcuni consigli:

  • Evitare l’accesso in aree note per essere infestate da un elevato numero di zecche.

  • Ispezionare quotidianamente gli animali e rimuovere le zecche eventualmente rinvenute.

  • Utilizzare antiparassitari a lento rilascio e resistenti all'acqua.


Ricordatevi inoltre che i gatti, anche se meno soggetti a patologie da zecche sono ugualmente a rischio di infestazione e devono essere protetti facendo attenzione a utilizzare prodotti registrati per l'uso in questa specie animale.

ATTENZIONE: prodotti contenenti alte concentrazioni di piretroidi sintetici o amidine (se non appositamente registrate in questa specie) sono tossici per i gatti.


Quindi non sottovalutare le zecche, ricordati che non sono loro il problema principale ma i patogeni che possono trasmettere durante il pasto di sangue, proteggi il tuo animale tutto l'anno con idonei prodotti e controllalo sempre dopo una passeggiata per poter evidenziare ed eliminare le zecche che si sono “attaccate”.

Rivolgiti al tuo Medico Veterinario per impostare una corretta profilassi!!


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