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GIARDIA NEI NOSTRI PET … QUANTO CI DOBBIAMO PREOCCUPARE?




Eccoci alla seconda parte del Blog sui parassiti intestinali che colpiscono cani e gatti.

Di giardia e giardiasi si è parlato molto negli ultimi anni talvolta anche con toni allarmistici. Molti studi sono stati pubblicati sull'argomento ma ancora oggi ci sono “scuole di pensiero” diverse sull'argomento.

Cerchiamo in questa sede di fare un pochino di chiarezza dove possibile (in caso di future “svolte” in merito all'argomento vi terremo aggiornati).


Giardia intestinalis (G. duodenalis, G lambia) è un protozoo intestinale in grado di infettare cani, gatti e uomo (ma anche altri vertebrati) presente a livello ubiquitario.

I diversi genotipi di Giardia sono denominati assemblaggi e se ne conoscono 8 con diversa specificità.

Gli Assemblaggi C e D si riscontrano nei cani mentre F è stato isolato nei gatti.

L’assemblaggio A è stato trovato, occasionalmente, sia nei cani che nei gatti, mentre il B solo raramente. L’uomo è di solito infettato da assemblaggi A e B.


Il ciclo del protozoo è:

– di tipo diretto (non necessita di un ospite intermedio),

– l'infestazione avviene per ingestione di cisti eliminate nell'ambiente per via fecale (forma resistente e immediatamente infettante) presente a livello ambientale per fecalizzazione,

– a seguito di ingestione di cisti a livello di duodeno e digiuno viene prodotta una forma mobile dotata di flagello (trofozoita a forma di pera) a cui segue eliminazione intermittente con le feci di cisti resistenti.


In Europa si stima una prevalenza del 3-7% ma il dato è più elevato in soggetti giovani (< 1 anno di età).

Il parassita può essere eliminato sia da animali con sintomi enterici che da animali apparentemente sani cosa che rende ancora più facile la dispersione del protozoo nell'ambiente.


La trasmissione come dicevamo è oro-fecale tramite ingestione di acqua, cibo o frequentazione di ambiente contamitato da cisti (ne bastano molto poche). Nell'ambiente le cisti possono sopravvivere per diversi mesi ma sono suscettibili alle temperature estreme (essicamento e basse temperature).


I sintomi sono variabili, si passa da infezioni asintomatiche a diarrea acuta, diarrea cronica ad andamento intermittente, con feci pastose, con muco, talvolta di colore verdastro associato talvolta ad anoressia, vomito, perdita di peso soprattuto in cuccioli e gattini con infezioni concomitanti o in animali immunodepressi.


Il parassita (entrambe le forme) non è evidenziabile ad occhio nudo ma solo a microscopio.

Normalmente in soggetti che ospitano Giardia sono evidenziabili a livello fecale cisti, in soggetti fortementi sintomatici con diarrea è possibile evidenziare anche la forma flagellata che normalmente vive “adesa” a duodeno e digiuno.

L'eliminazione intermittente di cisti e la non sempre facile visualizzazione al microscopio porta a raccomandare di effettuare l'esame su 3 campioni di feci prelevati in un arco di 3-5 giorni o 3 campioni prelevati a giorni alterni.

Esistono inoltre altri modi per evidenziare il patogeno: kit rapidi per la ricerca antigenica (di facile utilizzo routinario per la diagnosi di giardiasi), ricerca su feci del DNA mediante PCR.


TRATTAMENTO DELLA GIARDIASI


La molecola maggiormente utilizzata è il fenbendazolo (50 mg/kg una volta al giorno per via orale per 3-7 giorni). Tale molecola ha una buona efficacia, e' utilizzabile anche in gravidanza e non comporta alcuna alterazione della flora intestinale (tasto dolente in corso di giardiasi).

La seconda opzione terapeutica è quella di utilizzare associazione di febantel/pyrantel/praziquantel alla dose antielmintica standard (15,0 mg/kg di febantel, 14,4 mg/kg pyrantel, 5,0 mg/kg praziquantel) ripetuta una volta al giorno per 3-5 giorni.

Talvolta i trattamenti risultano inefficaci a causa di re-infezioni, co-infezioni o altre malattie che devono essere curate, o a causa della rimozione incompleta del parassita dopo il trattamento.

Un effetto duraturo del trattamento è spesso ostacolato da reinfezioni legate alla persistenza nell'ambiente. Può contribuire alla riduzione dell’insorgenza di reinfezioni l’utilizzo di shampoo a base di clorexidina digluconato all’inizio e la fine del trattamento antiprotozoario (vedi tabella).


Assolutamente da non prendere in considerazione l'utilizzo di metronidazolo per il trattamento di tali patogeni. Soprattutto in cuccioli e gattini l'uso di questo antibiotico (il metronidazolo è un antibiotico!!) comporta una importante disbiosi (alterazione della flora microbica intestinale) da cui l'animale potrebbe non riuscire ad uscirne mai.

Un corretta flora microbica intestinale è fondamentale per la salute dei nostri animali e, inoltre, l'efficacia del metronidazolo è moderata (nulla a che vedere con l'efficacia del fenbendazolo).


Devo sempre trattare un soggetto positivo alla giardia?


Un soggetto positivo, anche se apparentemente non sintomatico dal punto di vista gastroenterico, andrebbe sempre trattato a causa delle alterazioni comunque presenti a livello intestinale in corso di giardiasi.

E' sempre importante correlare i sintomi clinici al paziente che lo manifesta.

Nei pazienti giovani Giardia può essere un problema maggiore soprattutto in caso di “coabitazione” con altri parassiti o agenti patogeni infettivi visto anche che nei primi mesi di vita cuccioli e gattini hanno una immaturità del sistema immunitario.

Giardia e' un patogeno che nell'adulto spesso può non dare sintomatologia eclatante, tali soggetti vanno comunque trattati anche se talvolta, nonostante i nostri sforzi, non si ottiene una completa eradicazione di Giardia.

Se a seguito di una corretta terapia nei confronti di Giardia il paziente resta sintomatico è fondamentale andare a cercare ulteriori cause di diarrea cronica, perdita di peso ….

Accanirsi sul Giardia con ripetuti cicli di terapia senza aver indagata la presenza contemporanea di altri patogeni non ha senso!


COME SI CONFERMA LA GUARIGIONE DALLA GIARDIASI?


Il metodo migliore per valutare l'avvenuta “sterilizzazione” del soggetto è andare a visualizzare Giardia al microscopio!!

I kit commerciali soprattutto se utilizzati nelle settimane successive al termine della terapia possono risultare ancora positivi nonostante l'assenza del patogeno.


Se il mio animale ha ancora la giardia dopo il primo trattamento?


Purtroppo Giardia, come detto prima, può essere difficile da eradicare.


È fondamentale seguire alcune regole:


Corretta somministrazione e durata della terapia (eventualmente prolungando la durata del trattamento al secondo ciclo di terapia, ad esempio fenbendazolo per 10-14 giorni);

Corretta pulizia dell'ambiente e dell'animale per tutta la durata del trattamento;

• Utilizzo di probiotici e prebiotici per lunghi periodi per contrastare la disbiosi;

Ricerca di patogeni presenti contemporaneamente a Giardia (virus, batteri, parassiti intestinali …)

GIARDIA E' UNA ZOONOSI?


Per zoonosi si intende una malattia che si trasmette dagli animali all'uomo e Giardia rientra tra queste malattie.

Gli assemblaggi A e B di Giardia sono generalmente considerati responsabili di zoonosi, e l’assemblaggio A è occasionalmente ritrovato in cani e gatti.

Ad oggi sono segnalati casi di cani e gatti infestati da assemblaggi dell’uomo e mai di uomini infestati da assemblaggi del cane e del gatto.

Le attuali conoscenze sembrano evidenziare la possibilità che un assemblaggio “umano” colpisca cani e gatti ma è estremamente improbabile il contrario.



Quindi Giardia esiste, è spesso un osso duro da eradicare ma agendo su più fronti è possibile “sconfiggerla” e riportare il nostro animale alla normalità.

Affidatevi al vostro Medico Veterinario per un corretto approccio alle parassitosi intestinali!!


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