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ARTROSI: OPZIONI TERAPEUTICHE

Le opzioni terapeutiche per l’osteoartrite sono per nostra fortuna molteplici e spaziano da integratori a terapie farmacologiche fino ad arrivare a trattamenti fisioterapici.


Incominciamo dicendo subito che non esiste “la cura” e che nessuna opzione è in assoluto migliore di un’altra.

La terapia deve essere “personalizzata” per ogni singolo paziente e modulata sulla base della risposta clinica sia nel breve che nel lungo periodo, in quanto purtroppo è una patologia cronica e ingravescente per cui le terapie dovranno essere rimodulate o cambiate nel tempo.


La prima cosa su cui agire per migliorare la situazione è il controllo/riduzione del peso corporeo.

Un animale sovrappeso è maggiormente a rischio artrosi e contemporaneamente un animale già affetto da artrosi a causa del dolore tipico di tale patologia finirà con il muoversi meno e ingrassare.

Tale circolo vizioso comporterà un “affaticamento” maggiore delle articolazioni già sofferenti.


Per invertire questo circolo vizioso va inoltre ridotto il dolore, per far ciò la terapia iniziale deve essere valutata secondo il grado di artrosi e il numero delle articolazioni coinvolte.

E’ bene tenere sempre a mente che trattandosi di una patologia cronica anche le terapie saranno “croniche” e potranno impattare su altri aspetti della salute del nostro animale.


Il dolore è quindi il nemico numero uno da affrontare in caso di OA e dobbiamo tenere a mente che ha due componenti, una neuropatica e una infiammatoria.

Per questo motivo la Medicina Veterinaria si sta sempre più orientando verso terapie multimodali, cioè con l’uso contemporaneo di due o più farmaci o integratori.


Gli integratori, servono per gestire la fase cronica dell’osteoartrite, i più comuni contengono antidolorifici e antinfiammatori naturali come cannabidiolo (CBD), curcuma, artiglio del diavolo, boswellia serrata con aggiunta di antiossidanti quali vitamina E e glucosammina e condroitin solfato per “nutrire” le cartilagini.

Le molecole ad azione antinfiammatoria sono molteplici, sempre più selettive e sempre meno impattanti sull’apparato gastroenterico e renale. Sarà il Medico Veterinario basandosi sullo stato di salute generale e sulla eventuale presenza di altre patologie concomitanti a scegliere l’antinfiammatorio più adatto al paziente soppesando rischi e benefici.


Una volta diminuito il dolore, si potrà cominciare ad agire sul peso con una dieta mirata e aumentando l’esercizio fisico. L’esercizio fisico soprattutto nei casi gravi dovrà essere assolutamente controllato e/o guidato, studiato sulla base dell’età, della condizione fisica generale del paziente, dello stile di vita e sulla gravità dell’OA.


La fisioterapia offre, oltre a trattamenti quali Tecar e laser terapia, la possibilità di usare tapis roulant in acqua (treadmill) così da far camminare il soggetto non caricando tutto il peso sulle articolazioni ma migliorando contemporaneamente mobilità e massa muscolare.



La terapia dell’OA è quindi un percorso basato su:

  • valutazioni cliniche eseguite dal Medico Veterinario,

  • compliance da parte del paziente e dei suoi proprietari

  • tanta comunicazione

Lo strumento più utilizzato per rendere più oggettivo possibile il miglioramento clinico e facilitare la comunicazione con i proprietari è la compilazione di apposite scale del dolore che attribuiscono un numero ad ogni valutazione richiesta.


Esistono diverse scale del dolore studiate e validate da Università, ma tutte sostanzialmente valutano la qualità di vita del paziente e la capacità di movimento.

Si tratta quindi di un ottimo strumento per valutare l'andamento del percorso che si sta facendo.


Per finire il concetto da portare a casa è che per l’osteoartrite ogni opzione terapeutica va valutata in stretta sinergia tra veterinario, proprietario e risposta del paziente e che per nostra fortuna esistono molte frecce al nostro arco per contrastarla.


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