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PROFILASSI ANTIPARASSITARIE DEL GATTO

E dopo aver parlato di vaccinazioni arriviamo a parlare di parassiti esterni (pulci, zecche …) e interni (parassiti intestinali, polmonari…).


Perchè?


Perchè il nostro amico felino, pigrone casalingo o scalmanato cacciatore, deve sempre essere protetto dai parassiti, con qualche piccola differenza tra i due stili di vita ?


Ma esattamente da cosa bisogna proteggerli?



Pulci:

In primis sfatiamo 2 miti

  • il gatto che vive esclusivamente in casa non può venire in contatto con le pulci,

  • le pulci ci sono solo nel periodo estivo.


La verità è che le pulci sono presenti tutto l’anno, vengono facilmente portate in casa da noi e vivono benissimo nelle nostre accoglienti case indipendentemente dalla temperatura esterna.


Quindi? Quindi dobbiamo proteggere sempre i nostri gatti! Le opzioni ci sono e sono molteplici: compresse, spot on, collari, a scadenza mensile, trimestrale o semestrale … abbiamo solo l’imbarazzo della scelta


Zecche:

Qui il falso mito è solo 1:

ci sono solo con il caldo


In realtà in molte aree, inclusa la nostra, il rischio di incorrere in zecche vive e vegete si ha tutto l’anno. Per questo tutti i gatti che escono devono essere protetti, per fortuna una buona parte dei prodotti attivi contro le pulci lo sono anche contro le zecche.


Pidocchi e acari:

Poco noti e spesso sottovalutati. Sono a rischio solo i gatti che escono visto che il “passaggio” è diretto gatto gatto . Ma anche in questo caso le profilassi verso zecche e pulci spesso sono sufficienti


Parassiti intestinali:

Sicuramente i gatti che escono sono a maggior rischio di “brutti incontri" ma proprio come per le pulci possiamo proprio noi veicolare in casa uova di parassiti intestinali. Per approfondire tale argomento vi rimandiamo ad un paio di precedenti BLOG (“Parassiti intestinali… problema solo per giovani?”, “Giardia nei nostri pet, quando ci dobbiamo preoccupare?”).


Le Linee Guida Europee consigliano 4 sverminazioni all’anno ma i prodotti per pulci e zecche più completi permettono una buona sverminazione anche verso i parassiti intestinali più frequenti (purtroppo non per tutti).


Filariosi cardiopolmonare:

Dirofilaria immitis ben nota ai proprietari di cani è molto meno conosciuta da chi ha un gatto. I felini sono molto più resistenti a tale parassita (trasmesso dalla zanzara durante il pasto di sangue) ma quando infetti possono mostrare sintomi molto più gravi ed eclatanti rispetto al cane arrivando anche alla morte improvvisa.


Ma ci vengono in aiuto i prodotti antiparassitari di ultima generazione che assicurano protezione anche nei confronti di tale parassita. Il periodo a rischio corrisponde al periodo di presenza della zanzara comune. Vi rimandiamo al BLOG “Guida rapida alla filariosi cardiopolmonare nel gatto”per approfondire l’argomento.


Strongili polmonari:

Nonostante siano meno noti di altri vermi, questi parassiti (in particolare Troglostrongylus brevior e Aelurostrongylus abstrusus) colpiscono più del 10% dei gatti domestici, in particolar modo quelli con accesso all’aperto e tendenza, come da indole, a cacciare lumache o chiocciole (ospiti intermedi), oppure uccellini, roditori, rettili e anfibi (ospiti paratenici).


Tali parassiti sono responsabili di infestazioni broncopolmonari e il decorso ha caratteristiche differenti a seconda del numero di larve ingerite e dello stato di salute generale del gatto.


Si va quindi da una infestazione pressoché asintomatica allo sviluppo di sintomi respiratori di gravità variabile tra cui spiccano tosse, difficoltà respiratoria, lacrimazione oculare e scolo nasale.

Le forme più gravi, soprattutto in soggetti molto giovani o immunodepressi, soprattutto se causate da Troglostrongylus brevior, comportano letargia, grave patologia respiratoria e depressione del sensorio fino alla morte.

La presenza di questi parassiti si evidenzia attraverso un particolare esame delle feci (tecnica di Baermann).


L’unico modo per “difendere” il nostro gatto da tali parassiti è tenerli esclusivamente in casa, anche se è praticamente impossibile evitare l’ingestione di ospiti intermedi o paratenici; risulta quindi fondamentale fare controlli periodici e trattarli con il prodotto più indicato per l’eliminazione, che sia spot on o con profilassi per via orale.


Leishmaniosi

malattia nota e pericolosa nel cane si riscontra anche nel gatto per lo più in aree ad alta endemia. Si manifesta in forma spesso asintomatica o scarsamente sintomatica.

Ad oggi l’unica protezione possibile è l’applicazione di prodotti ad azione repellente nei confronti del flebotomo vettore di Leishmania.


Sono tanti, possono fare paura ma …. abbiamo sempre più “armi” a nostra disposizione per proteggere i nostri gatti.



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